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Disegni

Filastrocche e Ninne Nanne

Nell'attesa che il pasto sia portato a tavola, i piccoli, stimolati ed invogliati dalle educatrici, intonano delle bellissime filastrocche. Le filastrocche, in asilo, accompagnano i bambini, per tutto l'arco della giornata, poiché queste sono da considerarsi un tipo di gioco verbale, motorio, ritmico e spesso manipolativo, da cui scaturisce, quasi automaticamente, un'attenzione all'affettività che è pienamente inserita in una dinamica relazionale. La concezione psicopedagogia di fondo è basata sulla valorizzazione del tatto e del contatto. E' nella concretezza fisica di questi termini che si può realizzare un rapporto-fusione con il territorio, per molti versi sempre inesplorato, dell'infanzia e delle sue più autentiche istanze di crescita. In lui l'adulto, o comunque colui che stimola il confronto, è, a sua volta oggetto dello stimolo, in quanto i giochi con le filastrocche vanno intesi come i primi fondamentali strumenti per giocare insieme, come prodotto di una tensione che congiunge il mondo dell'educatrice con quello del bambino.

La filastrocca si presenta così come ponte di un rapporto affettivo che è nello stesso tempo di esplorazione e di conoscenza.
I gesti e i movimenti, le onomatopee e i ritmi, i suoni dei versi e i modi musicali, sono cercati, praticati e riconosciuti attraverso un modello esemplare di apprendistato, in cui il piccolo costruisce insieme all'adulto la sua partecipazione al gioco. Emerge anche il valore ludico della parola nella sua ricchezza di sensi e di non-sensi nelle sue polifoniche possibilità espressive, che vanno molto al di là del significato comune, codificato.
Quando i neonati e i bambini piccoli piangono, è perché si annoiano e ci stanno forse chiedendo qualcosa di diverso dal latte o dall'essere cambiati, è importante quindi offrire loro piccoli stimoli di gioco.
Una delle cose che più affascina il neonato è sicuramente osservare il viso, le mani, sentire la voce delle persone che gli sono vicino e che costituiscono il suo contatto con il mondo; da sempre le filastrocche sono il primo sapiente gioco a misura di bambino, uno dei pochi giochi che è impossibile comperare, "in un mondo dove tutto è mercificato", poiché è necessario cercare, ritrovare, creare... Lo schedario in asilo è limitato a filastrocche di tradizione italiana, in buona parte raccolte direttamente e in parte selezionate dalla vasta bibliografia esistente, avendo come obiettivo la loro effettiva utilizzazione viene data la preferenza a quelle filastrocche nelle quali la forma dialettale è facilmente comprensibile e usabile da tutti, e comunque legata ai movimenti dei primi giochi.

Nell'Asilo Nido Benessere, le filastrocche sono spesso accompagnate dal suono della chitarra e, quando necessario, queste sono diffuse attraverso un sistema computerizzato; le filastrocche e ninne nanne che sono prevalentemente utilizzate sono originarie di ogni parte del mondo, ad esempio:
- Indonesia e Nepal "Lullaby"
- Corsica "Nanna d'Aitoni"
- Brasile "Bambalalao"
- Sud-Africa " Rurru-Rarra"
- Tibet "long life Prayer"

Molte altre sono di origine italiana ed alcune sono state ideate dal nostro staff; sono utilizzate filastrocche brevi e filastrocche più lunghe, in rapporto al momento e dello scopo, in ogni caso le loro funzioni sono:
- Favorire il contatto, la comunicazione e l'affettività tra educatrice e bambino.
- Sottolineare l'importanza della stimolazione tattile come elemento base per uno sviluppo sano e armonico del bambino.
- Avvicinare alle esperienze ritmiche precoci.

La gioia e il divertimento che caratterizzano il clima di questi giochi sono, sia per il bambino che per l'educatrice, un elemento importante e utile per un sereno rapporto socio-affettivo.

Le filastrocche e le ninne nanne, secondo la loro funzione, possono essere utilizzate nei vari momenti della giornata:
- sul fasciatoio,
- nel momento del cambio,
- accompagnare i primi passi,
- nel momento della pappa,
- nel momento della nanna,
- nel momento del divertimento.

Anche se, è ovvio non c'è una divisione rigida, poiché sarà l'educatrice a scegliere la filastrocca più adatta al momento.
Si intende con il termine "filastrocche", quei componimenti solitamente in rima o comunque con una forte componente ritmica legati ai primi giochi con il corpo e alle ninne nanne, ai girotondi, ai giochi cantati ed alle conte.
Recitate, prima dalle educatrici e poi dai bambini, sempre con cadenze ritmiche, sono quasi sempre accompagnate da movimenti.
Formule rituali, aiuto all'apprendimento del linguaggio, gioco, divertimento, le filastrocche fanno da sempre parte della cultura di tutti i popoli della terra.

Il materiale reperibile riguarda raccolte di gioco cantato, conte, girotondi e canzoncine, ed è prevalentemente rivolto a bambini di fascia d'età sopra i tre anni, ed è realmente un pò carente il materiale relativo ai primissimi giochi da fare con bambini più piccoli. In questa fascia d'età da zero a tre anni rientrano le filastrocche, i canti e le rime, che sono accompagnate da gesti, movimenti e spesso anche da musica, in un contesto in cui l'educatrice viene coinvolta attivamente a stretto contatto con il bambino, per questo sono chiamati "giochi di contatto"; importanti e fondamentali, in quanto rappresentano un mezzo di comunicazione affettiva. La filastrocca è un primo giocattolo fatto di affetto, fantasia e poesia, costruito tra educatrice e bambino, nella reciprocità di un legame che li vede coinvolti ed a stretto contatto.

La Filastrocca come strimolo per le prime relazioni

Il gioco infantile è un'attività fondamentale per un armonico sviluppo, poiché attraverso il gioco, il bambino, anche molto piccolo, indaga, studia, scopre ed entra in contatto con il mondo che lo circonda. Secondo Piaget, il vero gioco collaborativo inizia dopo i sette anni, ma il gioco sociale ha inizio molto prima, già nei primissimi mesi di vita, quando il bambino è cullato, abbracciato e gli si parla, o quando si agitano intorno a lui piccoli sonagli e soprattutto quando si inizia a mettere in atto tutta una serie di stimoli in cui la componente affettiva è molto alta.

Quando si è in contatto con bambini molto piccoli, i modi di comunicare cambiano rispetto ai normali modi di comunicazione tra adulti, infatti l'obiettivo di comunicare una serie di messaggi importanti, ci induce ad utilizzare toni di voce, gesti e sguardi particolari, finalizzati a catturare l'attenzione del bambino.
Spesso, una delle caratteristiche, in queste particolari modalità di comunicazione, è la verbalizzazione ritmica delle parole, delle quali non ha tanto importanza il significato, (pare che queste siano incomprensibili per un bambino molto piccolo, ma noi non ci stupiremo se così non fosse), quanto il ritmo e l'affettività che ne contengono e trasmettono.
La filastrocca è il risultato della somma di rima e ritmo: e nel piccolo mondo del bambino il ritmo è dappertutto; è nel giorno e nella notte, nell'alternarsi delle stagioni, nella comunicazione fatta di sguardi e gorgheggi con la mamma, nei battiti del cuore, è nella melodia della ninna nanna, è nel dondolio che lo culla, è nel battito delle manine.
La ripetizione ritmica, il suono delle parole, così come la ripetizione delle filastrocche, sono i primi passi per la costruzione di un rapporto di comunicazione.
Parlare delle prime filastrocche giocate con i bambini, significa, infatti, parlare di un fitto intrecciarsi di rapporti, di contatti, di scambi, che si costruiscono sempre uguali ma sempre profondamente diversi poiché, pur usando le stesse parole e gli stessi gesti della medesima filastrocca, cambiano le mille sfumature degli sguardi, del tono della voce e del ritmo del corpo, che fanno di ogni singola filastrocca "qualcosa di assolutamente personale e privato", in un contesto in cui il contatto affettivo ne è, indubbiamente, l'elemento più importante.

La parola "contatto" deriva dal latino: cum, con cactus, tocco, contatto, toccato; "tenersi in contatto", significa comunicare.
In relazione ad un sano sviluppo del sistema nervoso del bambino, non vi è alcun dubbio che la stimolazione tattile sia indispensabile.

Le filastrocche sono proprio come Rodari amava definirle, dei veri giocattoli, che adempiono a tutte le funzioni di un buon giocattolo, non solo quelle affettive e cognitive, ma anche quelle di divertire, di far ridere, di cogliere il lato umoristico, nel saltellare e ripetersi di rime che sembrano assurde e senza senso per la logica adulta, ma che sono così care a quella del bambino. E allora perché non giocare con le parole? Le parole danno un significato a tutto, dunque giocare con esse, manipolarle, spostarle o metterle in fila, dando loro un ritmo, come fossero i vagoni di un trenino, costituisce un passaggio fondamentale che porterà il bambino dal mondo degli oggetti a quello dei concetti.
La filastrocca, quindi, rappresenta un'importante e complessa esperienza nello sviluppo armonico infantile.

Il bambino, così facendo, diventerà protagonista di un doppio e simultaneo processo:
- di individualizzazione come emergere del sè,
- di socializzazione come partecipe elemento in un gruppo di suoi pari.


Ricche di saggezza antica, le filastrocche da giocare, portano con sé le memorie di gesti e affetti che si sono ripetuti nel tempo, facilitano l'interazione con l'adulto e con la realtà; aderendo in pieno alle necessità del bambino, diventano importanti mezzi di comunicazione, di contatto, di espressione e di affetto.

La nascita e la storia di Filastrocche e Ninne Nanne

Gli studiosi di letteratura popolare, a partire dal 1700, hanno raccolto in antologie le filastrocche che fino a quel momento erano state tramandate solo oralmente di madre in figlio, di compagno in compagno e che perciò, nella maggioranza dei casi erano in dialetto. Studiando il materiale a loro disposizione, questi studiosi hanno cercato di spiegare l'origine delle filastrocche, ma le risposte sono state diverse.
Secondo alcuni studiosi la ripetizione di determinati suoni nella filastrocche nasce dai rapporti che si stabiliscono tre madre e figlio fin dalla nascita. I bambini, infatti, ripetono duplicandole, le sillabe che la mamma pronuncia per avviare l'apprendimento del linguaggio ( mam-ma, pa-pa, pap-pa, ecc.). In questa specie di gioco di affettuose relazioni, prendono forma delle catene di suoni che diventano uno degli elementi costitutivi delle filastrocche.
Altri studiosi affermano che alcune filastrocche derivano da antiche formule magiche, forse dai responsi ambigui degli indovini, da vecchi riti e cerimonie andati perduti col tempo e perciò, oggi, incomprensibili.

Gli studiosi, poi, classificando i testi popolari in base al loro scopo, hanno potuto stabilire che le filastrocche svolgevano soprattutto una funzione educativa, servivano cioè ad accrescere le conoscenze dei bambini e introdurli a poco a poco nel mondo degli adulti. Alcune filastrocche, per esempio, dovevano far apprendere i nomi delle parti del corpo, o quelli dei mesi dell'anno, o contenevano elenchi di oggetti: tutti strumenti per aiutare i bambini a dominare la realtà circostante, arricchire il linguaggio e sviluppare la capacità di osservazione.
sviluppare la capacità di osservazione.
Altre filastrocche servivano a tramandare le tradizioni che la comunità aveva elaborato nel corso dei millenni: Gli scongiuri, per esempio erano vere e proprie formule magiche che la gente pronunciava nella speranza di allontanare malattie o fenomeni naturali dannosi ( siccità gelo, inondazioni, ecc. ). In Italia con la rivoluzione industriale, tra l'800 e la seconda metà del '900, sono avvenute profonde trasformazioni sociali: flussi di popolazione si sono spostate dalla campagna alla città e dal sud al nord della penisola, spesso cambiando il proprio mestiere, ma soprattutto modificando radicalmente il proprio modo di vivere.
Il livello di istruzione è notevolmente cresciuto e l'analfabetismo si è notevolmente ridotto, poiché quasi tutti sanno ormai leggere e scrivere. L'istruzione dei bambini e degli adolescenti non è più affidata solo alla famiglia ed agli anziani, adesso l'impegno maggiore è affidato alla scuola. Una conseguenza inevitabile di questa "rivoluzione" è stata il crollo dei dialetti a favore della lingua italiana, ed i testi in dialetto, tramandati dalla tradizione popolare, sono stati considerati meno importanti.
Anche la tradizione del dialetto "parlato" va perdendosi, ed in queste condizioni il rischio di smarrire un patrimonio culturale antico di secoli è molto alto.
Tuttavia, le filastrocche e le conte sono ancora oggi, più che mai vive, tra i bambini ed i giovani; quando i ragazzi si trovano insieme a giocare e devono decidere "a chi tocca", ricorrono alle conte, e immediatamente a tutti sarà venuta in mente la filastrocca delle "tre civette sul comò che facevano l'amore con la figlia del dottore?".

Ma non solo i giovani, poiché le tradizioni del dialetto e delle rime sono state riscoperte e recuperate, anche da scrittori contemporanei, che si cimentano in questo genere di scrittura con successo; Andrea Camilleri, con i suoi 10 milioni di libri venduti, ne è un esempio tangibile:

La lingua che uso nei miei libri non è la trascrizione del dialetto siciliano. È una reinvenzione del dialetto ed è il recupero di una certa quantità di parole contadine, che si sono perse nel tempo. A.Camilleri

Le filastrocche hanno da sempre una loro funzione anche in ambito scolastico, poiché educano alla creatività, sviluppano la fantasia, abituano l'orecchio al ritmo e ai suoni, ed in particolare, aiutano a prendere confidenza con la lingua, giocando a formulare poesie e contribuendo allo sviluppo del linguaggio nel bambino; e noi tutti sappiamo bene come questo aspetto influisca sulla crescita complessiva dell'individuo.

La musicalità della composizione è fondata sulla rima, sulla ripetizione di versi ed espressioni, sul gioco di invenzioni fantastiche che sollecitano nel bambino ulteriori percorsi di fantasia; infatti, non è raro che una filastrocca sia continuata dai bambini stessi in un susseguirsi di parole e fantasia che generano un gioco divertente e educativo.

La tradizione che viene da lontano e ne sono testimonianza le filastrocche di origine dialettale, nate e diffuse nella tradizione popolare, spesso trascritte in musica per diventare canti significativi del tempo e dell'ambiente.
Di una stessa filastrocca si possono avere varianti diverse, secondo le diverse aree geografiche di provenienza.
Oggi il progresso e la modernizzazione sfornano una varietà incredibile di canzoni e musiche per l'infanzia che distraggono le memorie degli adulti, che, involontariamente, rischiano di causare un'interruzione della "memoria storica". In loro aiuto, gli studiosi delle tradizioni popolari hanno raccolto e trascritto moltissime filastrocche e Ninne nanne, con l'obiettivo di conservare la testimonianza di testi e musiche, originarie di ogni parte d'Italia e del mondo, e di offrire un contributo alla conservazione della memoria delle persone, che va pian piano cancellandosi.

La Ninna Nanna

Un altro rituale che ha mantenuto la sua funzione nel tempo è la ninna-nanna. Ancora oggi, le mamme che cercano di addormentare i poro piccoli si affidano al patrimonio di filastrocche e ninne nanne ereditato dalla famiglia. Le ninne nanne fanno parte integrante dell'esperienza personale e vengono "alla luce" nel momento del bisogno, che quasi sempre coincide con la nascita di un figlio o di un nipotino.
Ogni mamma conosce bene l'importanza delle ninne nanne, e del loro effetto tranquillante sui piccoli.
La stimolazione tattile-ritmica che accompagna i movimenti della ninna nanna, ha nel bambino un effetto calmante e rassicurante. Parlare al bambino, cantare, tenerlo in braccio, quando ne sente il bisogno, cullarlo, toccarlo, comunicare con lui, non solo il contatto delle mani, ma il ritmo di tutto il corpo, significa dimostrargli affetto, "nutrirlo di affetto", tranquillizzarlo.
La dolcezza delle parole, del ritmo e del tono, consente al bambino irrequieto di addormentarsi tranquillamente ed alla mamma di "ritrovare tempo" per fare le mille cose che dovrebbero essere fatte in casa o più semplicemente per riposare anch'essa.

A proposito dell'importanza delle cantilene infantili, nello sviluppo del linguaggio verbale e del linguaggio musicale nei bambini Roberto Goitre e Ester Seritti (Canti per giocare - Suvini Zerboni, Milano 1983) scrivono:

Il bambino, fin dai primi giorni di vita, riceve le prime informazioni di linguaggio verbale per mezzo dell'ascolto ripetuto e costante di lallazioni verbali (...) di facile ricezione, di elementare accezione e di semplice imitazione basata su ripetizione ritmica (le stesse consonanti) e melodica (le stesse vocali). A poco a poco, con il trascorrere dei mesi, dalla fase dell'ascolto il bambino passa a quella dell'imitazione sempre più precisa dei suddetti fonemi, (...) fino a pervenire in breve tempo alla terza fase, quella della creatività elementare... (...). Se l'apprendimento del linguaggio verbale trae la sua origine dall'ascolto delle prime lallazioni verbali, l'apprendimento di quello musicale trova il suo riscontro nelle prime lallazioni cantate che fanno parte del patrimonio musicale, sociale, ambientale, linguistico e dialettale, storico ed etnico del popolo.
Quali potrebbero essere per noi italiani queste lallazioni musicali? Senza dubbio alcune ninna nanne di struttura elementare.


A proposito della ninna nanna Tito Saffioti, nel libro Le ninna nanne italiane (Einaudi - Torino 1994) scrive:
La funzione primaria della ninna nanna è ovviamente quella di indurre al sonno il bambino grazie a una reiterazione ritmica e melodica che tende a introdurre un effetto ipnotico, secondo un procedimento che richiama l'antico rito dell'incantamento. A questa prospettiva contribuiscono sia l'aspetto melodico sia quello verbale fortemente ripetitivi e sostanzialmente monotoni. Una seconda funzione, certo non meno importante, è quella di acculturazione linguistica e musicale del bambino: questi, infatti, stabilisce il suo primo contatto con la musica e con la realtà che lo circonda proprio attraverso la voce della madre e delle donne di casa.


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