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La Famiglia:

Varie ricerche mostrano che le procedure legali per ottenere la separazione e il divorzio spesso acuiscono i contrasti tra coniugi. Anche gli avvocati accusano la procedura giudiziaria di essere a volte nociva ai coniugi stessi. La legislazione in materia, infatti, è basata sulla logica del "vincitore" e del"vinto" e contribuisce a cronicizzare i conflitti, piuttosto che a risolverli.
La mediazione familiare ha come obiettivo comune quello di riaprire il dialogo tra gli ex partner per creare un contesto di collaborazione genitoriale. Ma che cos’è la mediazione familiare?

E’ un processo, il più delle volte formale, in cui una terza persona neutrale (e al di fuori dalle parti) governa il conflitto al fine di trovare soluzioni adeguate attraverso la gestione della comunicazione nello specifico ambito della separazione genitoriale e nel relativo nuovo equilibrio di accudimento dei figli.
La mediazione familiare ha la finalità primaria di responsabilizzare gli ex-coniugi sulle decisioni che li riguardano inerenti il loro ruolo di genitori, lasciando esprimere a ciascuno le proprie aspettative ed esigenze.
È importante che capiscano il valore della loro cooperazione come madre e padre al fine di permettere una adeguata genitorialità e quindi una crescita dei figli il migliore possibile.
In caso il lavoro con la coppia non sia possibile, si possono prendere in esame e proporre alternative quali: sostegno genitoriale individuale o di gruppo secondo un’ottica sistemica. Si cerca sempre comunque di incrementare la cogenitorialità.
L’orientamento e il sostegno alla genitorialità hanno come fine la necessità di entrare in empatia con il bambino e quindi con i suoi bisogni e possono essere svolti attraverso colloqui individuali o di gruppo.
Il mediatore deve accogliere i differenti punti di vista per poi permetterne il confronto. Non svolge un’attività investigatoria, ma si pone come ascoltatore attivo. I tre temi fondamentali in mediazione sono:

Il tempo – la storia - la lealtà:
Per quanto riguarda il tempo è da considerare che è interesse di tutti rispettare i tempi a disposizione di ciascuno per elaborare la separazione.
Questo tempo viene in media stimato in due anni circa.
Nella realtà i tempi possono essere molto differenti da persona a persona, e solitamente c’è molta fretta nel volere risolvere tutto e subito.
E’ importante che anche nuovi eventuali compagni rispettino i tempi e gli spazi dei bambini.
Serve ricordare la storia per diverse ragioni: per ciò che di positivo c’è stato; per il bene del bambino; per gli adulti che tra loro devono tenere aperta una relazione, e quindi perché è giusto evidenziare che ciò che c’è stato tra di loro non è tutto un errore. E' cioè necessario che si “intestino” la storia, facendola propria.

La lealtà riguarda in particolare il misurarsi con ciò che il bambino può comprendere emotivamente. Importante è utilizzare la coerenza, in quanto il bambino elabora, tiene conto di quello che viene detto e si fida. Ne segue che una mezza verità scoperta come tale viene vissuta dal bambino come un imbroglio, un inganno.


Il mediatore segue determinate regole fondamentali.

l trasparenza;
2 imparzialità;
3 non tornare troppo nel passato;
4 autonomia dall’autorità giudiziaria;
5 facilita la comunicazione;
6 argina e contiene l’emotività non produttiva;
7 rispetta i tempi del contratto (8/10 sedute);
8 rende protagonisti le parti e ne valorizza le proposte, i punti in comune e le piccole mete di volta in volta raggiunte;
9 lavora sul presente e sul futuro;
l0 si concentra sulle tematiche genitoriali.


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