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La nascita:

Nello stadio intrauterino, il sistema nervoso in via di formazione viene attivato da sensazioni tattili di pressione e movimento.
All’inizio l’embrione fluttua immerso nel caldo liquido amniotico, e man mano che il feto cresce e aumenta di dimensioni, il suo corpo preme più forte contro le pareti dell’utero, che lo avvolge perciò in una stretta sempre più salda, in una sorta di caldo abbraccio.
Si può comunicare in tanti modi, ma il contatto fisico rappresenta senz’altro la forma fondamentale di comunicazione, tanto che ne restano tracce anche nel linguaggio parlato. Diciamo infatti:
- tenersi in contatto o contattarsi
- afferrare l’attenzione
- urtare la suscettibilità...ecc
Il contatto è infatti la prima forma di interazione fra madre e figlio, già nella fase intrauterina.
Il feto avverte le variazioni di pressione dovute alle ritmiche contrazioni e dilatazioni dei polmoni materni nel respiro e il movimento oscillatorio impresso dai suoi passi.
A queste sensazioni tattili, negli ultimi tre mesi, il bambino associa anche delle sensazioni uditive: non solo reagisce ai rumori forti sobbalzando, ù il che è registrabile con speciali apparecchiature, ma sente soprattutto il costante e ritmico pulsare del cuore materno, che ha una frequenza media di 72 battiti al minuto.
Pertanto le prime reali esperienze della vita intrauterina sono connotate dal piacevole fluttuare nel caldo liquido amniotico, dal confortante abbraccio totale dell’utero e dalle oscillazioni prodotte dal corpo materno in movimento, unite all’ascolto del suo battito cardiaco.
Con la nascita il bambino comincia una nuova vita: diventa un individuo autonomo; finito il periodo di dipendenza totale dall'organismo materno, tramite il quale ha ricevuto l'ossigeno e le sostanze nutritive necessarie per il suo sviluppo, il neonato deve adattarsi al nuovo ambiente.
Del resto lo sforzo avvenuto per nascere è testimoniato da alcuni segni particolari sul suo corpicino, che svaniranno completamente col passare dei giorni.
I neonati infatti hanno un aspetto particolare, sia per quanto riguarda faccia e pelle, le proporzioni corporee e le posizioni che assumono.
Appena nato il bambino sarà ancora attaccato al cordone ombelicale e ricoperto di vernice caseosa (sostanza grassa e biancastra che protegge la pelle del feto a contatto con il liquido amniotico).
Tagliato il cordone ombelicale i genitori potranno finalmente partecipare alla sua trasformazione, al suo sviluppo, per seguirlo in ogni sua grande conquista, nei suoi progressi giornalieri, per aiutarlo a crescere e mantenersi sano.
In una prima valutazione delle funzioni vitali del bambino è importante l'esame del sistema nervoso attraverso l'osservazione dei riflessi neonatali considerati normali al momento della nascita. I riflessi sono movimenti prodotti in risposta a determinati stimoli esterni.
Già nel periodo intrauterino ha imparato a succhiare, ad agitare le gambe e le braccia, a reagire ai suoni provenienti dall'esterno e così via. Qualche giorno prima del parto smette di crescere ed è già in grado di fare tutto quello che gli servirà una volta nato. Il neonato dunque da un ambiente liquido, dal calore, dal buio, dal silenzio, dal contatto stretto e continuo passa a un mondo fatto di luce, rumore, freddo, cioè, a un mondo nuovo e per molti versi, ricco e affascinante. Frederic Leboyer, ostetrico francese, ha studiato un modo particolare di accogliere il bambino appena nato. "Il metodo Leboyer prevede una sala parto con luci soffuse, una temperatura tale da non far sentire al bambino la differenza col tepore del ventre materno a cui era abituato e una musica dolce e rilassante in sottofondo" . (“I diversi modi di partorire” La guida del Bambino- Edizione 1992 ) Le persone presenti devono parlare a bassa voce e il bambino, appena nato, viene adagiato a pancia in giù sul ventre della neo-mamma, accarezzato e massaggiato dalla stessa... Il neonato dal tipo di contatto fisico cui aveva goduto nel ventre materno passa dunque a un tipo di rapporto con il mondo esterno e in particolare con la madre, di grande intimità ma con modalità diverse rispetto alla fase precedente.
L'abbraccio che avvolge il bambino tenendolo a contatto con il corpo materno, l'atto di cullarlo, il cui dondolio riproduce il movimento oscillatorio avvertito dentro l'utero, servono proprio a riprodurre una situazione di comfort assimilabile a quella già vissuta nel ventre materno.
L’intima interazione che si crea ogni volta che la madre nutre, conforta, coccola il bambino, rafforza il legame fra loro.
Se inizialmente, cioè nei primi mesi, il bambino risponde positivamente a tutti quanti gli offrano un rapporto intimo, in seguito, verso i 5 mesi (chi prima chi dopo) impara a riconoscere la madre e a rifiutare gli altri.
Bowlby a questo proposito parla di monotropia, ossia di una forte predisposizione a istituire un rapporto speciale con una determinata persona, che in genere è la madre.
Il momento in cui il bambino comincia a rispondere selettivamente alla propria madre è un momento importante, perchè la forza e la qualità del successivo vincolo affettivo dipendono dalla ricchezza e dalla qualità dell’intimità esistenti in questa fase iniziale.


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