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La nascita:

Durante i primi mesi della vita del neonato il sonno è uno degli aspetti più importanti sia per lui che per i suoi genitori.
Il neonato non ha orari e alterna momenti di sonno a momenti in cui è sveglio con anche lunghi periodi di dormiveglia.
Difficilmente all'inizio il bambino seguirà i nostri orari, anzi è vero esattamente il contrario: sono le persone che si occupano del bambino, e soprattutto i genitori, che dovranno pianificare diversamente la giornata e anche la notte!
Il neonato come si diceva, all'inizio, non è disturbato dai rumori normali dell'ambiente circostante e dalle attività familiari ma piuttosto dai suoi stimoli interni come la fame, il disagio di essere sporco, il freddo, il caldo, il dolore, ecc.
Verso le sei settimane il bambino comincerà a svegliarsi proprio prima di accusare lo stimolo della fame per poi riaddormentarsi subito dopo per dei sonnellini di un paio d'ore circa.
Non fissatevi sugli orari del sonno e tenete sempre presente che ci vuole un po' di elasticità: se il bambino sta dormendo beatamente non va svegliato solo perché è l'ora della pappa; come d'altronde non si può pretendere che dorma nel preciso momento che a noi adulti sembra giusto.
Ogni neonato ha un suo ritmo.
Verso i sei mesi poi il bambino rimarrà sveglio più a lungo, dormendo, in media dalle 10 alle 17 ore al giorno.

Verso i 9 mesi invece comincerà a manifestare delle difficoltà al momento di metterlo a letto: è l'eccitazione e il nervosismo di essere divisi dalle persone che ha abitualmente intorno che lo tengono sveglio.
In questo momento è importante cercare di rendere meno traumatico questo distacco attraverso anche certi rituali:
- stare un po' con lui nella sua stanza (magari mettendo a posto i suoi vestiti).
- cantargli qualcosa, una ninna-nanna, una canzoncina.
- fargli scegliere un giocattolo con cui andare a letto...ecc

In ogni famiglia con bambini, in genere, si mettono in atto delle strategie di addormentamento particolari per ogni figlio:
c'è chi preferisce un modo per addormentarsi e chi un altro.
Anche noi adulti, d'altronde, abbiamo delle abitudini, dei gusti che mettiamo in atto anche inconsapevolmente prima di coricarci: controllare che il gas sia spento, bere un bicchiere d'acqua, fumare l'ultima sigaretta della giornata, leggere qualche pagina di un libro, ecc. In ogni caso cercate di rendere sereno e gioioso il momento in cui bisogna andare a letto:
l'andare a dormire non deve essere vissuto solo come una separazione, come una sorta di reclusione, di esilio, ma come un evento normale. "...portate il bambino a letto come se lo accompagnaste su un magico vascello in partenza per lo spazio, o come si trattasse di entrare in un castello incantato nel quale gli appariranno, in sogno, fate bellissime e nani buontemponi; raccontategli degli splendidi viaggi che farà, delle prodigiose scoperte che potrà effettuare, dei mondi fantastici che potrà visitare. Lasciate che porti con sé un compagno di viaggio, il bambolotto preferito, il cane di pezza, un oggetto qualunque che gli tenga lontano il senso della solitudine e dell'isolamento."( M. BERNARDI “Il nuovo bambino” Milano Libri)
Con il secondo anno di vita del bambino tutto viene rimesso in discus-sione, o perlomeno cambiano anche le modalità di addormentamento: il sonno diventa spesso un compromesso, non sempre facile, tra le richieste del bambino e le esigenze della famiglia.


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