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La nutrizione:

Dal primo anno di vita, la scelta della dieta da seguire spetta sia al pediatra, che alla famiglia. E’importante quindi insegnare al piccolo come nutrirsi in modo corretto perché già durante l'infanzia imparerà tutte quelle abitudini alimentari che lo accompagneranno per il resto della vita.
Nel mondo attuale l’alimentazione non è salutare poiché è impoverita degli elementi essenziali (vitamine, sali minerali...), mentre è eccessivamente ricca di alimenti ad alto contenuto calorico (in particolare grassi, zuccheri, proteine animali, alimenti industriali).
Le conseguenze delle cattive abitudini alimentari appaiono generalmente solo dopo anni, ma è ormai certo che l’aumento di molte malattie come quelle cardiovascolari, metaboliche o la stessa obesità, sono il risultato di una scorretta alimentazione già a partire dai primi anni di vita. Per questo motivo è importante impostare fin da subito un modo corretto di nutrirsi perché la crescita del bambino avvenga in modo sano, ma anche per educarlo ad una sana e corretta alimentazione che lo potrà accompagnare per tutta la vita. Cominciamo con l’affermare che mangiare significa, innanzitutto, fornire all’organismo tutto ciò che gli serve per crescere e stare bene Ciò comporta che la dieta del bambino sia quanto mai varia e completa di ogni alimento necessario.
Questo obiettivo è possibile raggiungerlo attraverso un’alimentazione naturale.
In essa un elemento fondamentale è il cereale.
Il seme del cereale contiene proteine, carboidrati, lipidi, vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi e fibre in un equilibrio quantitativo e qualitativo adeguato al fabbisogno dell’organismo umano.
Inoltre i cereali integrali sono perfettamente assimilabili dall’apparato digerente dell’uomo, al contrario della carne che erroneamente viene ritenuta l’elemento nutritivo per eccellenza.
La prima regola per impostare una corretta alimentazione è rispettare la fisiologia dell'apparato digerente.
In questo modo si crea una scala gerarchica degli alimenti predominano i cereali, in tutte le loro forme e preparazioni.
Essi devono essere consumati quotidianamente.
Altri alimenti, ad esempio i formaggi, possono essere consumati una-due volte la settimana e la carne è meglio limitarla.
utilizzando preferibilmente quella di animali di piccola taglia.
Un altro punto importante è la combinazione degli alimenti.
Alcune associazioni alimentari rendono difficile i processi digestivi con conseguente alterazione dell'assimilazione.
Le associazioni da evitare sono:
- proteici più amidacei.
- cibi proteici di natura diversa.
- cibi proteici o amidacei più dolci o frutta
- cibi proteici più lipidi.

Queste combinazioni infatti portano ad una incompleta digestione degli alimenti con conseguenti processi fermentativi e la creazione di una flora batterica intestinale anomala.
Innanzitutto l'alimento centrale della nutrizione umana, come si è già detto, è il cereale che deve essere consumato tutti i giorni e in ogni pasto della giornata.
Utilizzando i cereali copriamo completamente il fabbisogno relativo agli aminoacidi fornendo nello stesso tempo proteine di ottima qualità, rendendoci liberi dall'uso della carne come fonte di sostanze proteiche.
I cereali possono essere consumati in tutte le forme: pane, pasta, riso, fiocchi, farina, semola; essi forniscono sostanze energetiche e vitaminiche. Nei cereali le proteine non sono presenti in forma completa e quindi il fabbisogno proteico può essere compensato da formaggio grattugiato, ortaggi da condimento (prezzemolo ecc.), spinaci, carote, legumi.
I lipidi vengono forniti dall’uso di tre o quattro cucchiai da minestra di olio extra vergine di oliva. Gli ortaggi sono i naturali accompagnatori dei cereali in quanto forniscono i sali minerali e le vitamine di cui quest’ultimi sono privi, inoltre affiancati a cibi ricchi di proteine (uova, formaggi, legumi) ne neutralizzano le tendenze negative.
Oltre a questi alimenti base si possono aggiungere una serie di prodotti integrativi che si possono suddividere in tre gruppi.
1) Formaggi, latticini, frutta secca e oleosa I prodotti derivati dal latte hanno un altissimo valore nutrizionale, vanno quindi consumati in piccole quantità e alternativamente. La frutta secca e oleosa è estremamente energetica.

2 Uova e legumi Vanno consumati alternativamente agli alimenti sopra citati e non più di una o due volte la settimana. Le uova hanno un’elevata percentuale di colesterolo, i legumi (soia, ceci, lenticchie, fagioli e piselli) hanno un’azione acidificante nell’organismo.

3) Carne pesce e derivati E’ sufficiente che siano presenti una o due volte alla settimana, poiché contengono essenzialmente grassi, acqua, proteine.

Infine la frutta e il latte.
Frutta e latte: La frutta deve essere consumata tutti i giorni, ma a distanza dai pasti (preferibilmente prima), poiché richiede una digestione diversa da qualsiasi altro alimento e, consumata a fine pasto può rimanere bloccata nello stomaco innescando fenomeni di fermentazione.

Le bevande: Anche il latte andrebbe consumato da solo perché richiede un processo digestivo diverso dagli altri cibi; rimane, comunque, uno degli alimenti più importanti durante l’infanzia. I bambini devono bere spesso, preferibilmente lontano dai pasti per favorire il processo digestivo.
Sono da evitare l’acqua fredda e le bibite gassate industriali, ricche di conservanti e coloranti.


Un’alimentazione corretta dipende in larga misura anche da sane abitudini familiari.
Possibilmente pranzo e cena dovrebbero essere consumati ad orari regolari.
Colazione e merenda dovrebbero essere due momenti adatti all’integrazione dei pasti principali in cui si consumano pane e marmellata, latte, yogurt, frutta, torte fatte in casa ecc., mentre sono da evitare merendine confezionate, bibite gassate, ecc. La merenda, inoltre, va fatta solo se vi è reale fame e non altera l’appetito per la cena.
Una cattiva abitudine della nostra società è la consumazione frettolosa dei pasti:
ciò è molto nocivo per i bambini più piccoli che necessitano di tranquillità e pazienza, ma anche per i più grandi poiché altera la percezione della sazietà.
Per quanto riguarda il comportamento del bambino a tavola, bisogna avere pazienza ed attendere che finisca l’epoca dei pasticci , in cui il piccolo sul seggiolone tocca il cibo con le mani, cerca di usare il cucchiaio, giocherella un po’. Gradualmente, crescendo e diventando più autonomo, imparerà le prime regole. Può essere utile la consumazione del pasto contemporaneamente a quello dei genitori, il bambino impara a mangiare insieme agli altri ed ha l’occasione di assaggiare cibi diversi.
Ricerche recenti hanno confermato che i bambini di età compresa tra uno e quattro anni sono disposti ad assaggiare e provare diversi sapori, mentre gusti definitivi cominciano a comparire verso i cinque-sei anni. E’ sbagliato, perciò, non riproporre a bimbi piccoli un alimento che una volta è stato rifiutato.
Un accorgimento utile è rendere i piatti i più appetibili possibile, soprattutto quelli di verdure, attraverso disposizioni divertenti (a forma di faccia...) o addirittura coinvolgendo i bambini nella preparazione dei piatti.


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