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La nutrizione:

Le allergie alimentari sono reazioni anormali che l’organismo presenta dopo l’ingestione di un determinato alimento. Tali reazioni possono essere di diverso tipo: cutanee (comparsa di eczema) o gastroenteriche (vomito e diarrea); raramente di tipo respiratorio (asma) e possono comparire già dal primo mese di vita anche in soggetti allattati esclusivamente al seno, poiché attraverso il latte materno possono essere somministrate particelle di sostanze allergizzanti.
E’ importante, quindi, cercare di prevenire eventuali allergie con una corretta alimentazione a partire dal periodo della gravidanza:
la madre deve evitare alimenti allergizzanti, industriali, con presenza di additivi e colorati.
Un altro modo per prevenire l’allergia alimentare è prolungare l’allattamento al seno fino al settimo-ottavo mese, mantenendo una dieta equilibrata.
Dopo lo svezzamento, per alcuni bambini, è utile rimandare l’introduzione degli alimenti a più alto rischio di allergia.
E’ evidente che i figli nati da genitori allergici sono più soggetti al rischio di presentare reazioni allergiche, le madri dovranno quindi prestare particolare attenzione all’assunzione di alimenti allergizzanti come il latte e i suoi derivati, le uova.

Se l’allattamento al seno per vari motivi non è possibile, è necessario nutrire il piccolo con latte artificiale ipoallergenico, che non deriva da latte vaccino ed è privato di sostanze allergizzanti. Diagnosticare un’allergia alimentare non è semplice: è possibile osservare la reazione del bambino eliminando dalla sua dieta alternativamente cibi - sospetti - ma se i sintomi sopradescritti persistono, il medico può prescrivere una serie di esami specifici che permettono di individuare con maggior sicurezza l’elemento che provoca l’allergia. Vi possono essere casi di allergia a più alimenti (poliallergia) o di incompatibilità a coloranti e/o conservanti (pseudoallergie).
Nella maggior parte dei casi, comunque, un’allergia alimentare è una patolgia transitoria che scompare spontaneamente verso i cinque-sei anni.
Un cenno particolare merita la malattia celiaca, cioè l’intolleranza al glutine (una delle proteine principali di alcuni cereali come: grano, avena, segale, orzo).
Non si tratta di una malattia allergica e può manifestarsi con uno stato di denutrizione grave, diarrea cronica e meteorismo con conseguente ritardo nell'accrescimento del bambino. Si verifica circa su un bambino ogni 1000. L'unica terapia è seguire una dieta priva di glutine che andrebbe mantenuta per tutta la vita.
Diagnosticare un allergia alimentare non è semplice: è possibile osservare la reazione del bambino eliminndo dalla sua dieta i cibi sospetti ma se i sintomi sopradescritti persistono il medico può prescrivere una serie di esami specifici che permettono di individuare con maggiore sicurezza l'elemento che provoca l'allergia.
Vi possono essere casi di allergia a più alimenti (poliallergia) o incompatibilità a coloranti e a conservanti (pseudoallergie).
L'intolleranza alimentare non è una lallergia vera e propria, ma una reazione dovuta all'ingestione di un alimento senza che l'organismo abbia allestito un apparato immunitario vero e proprio.
Infatti, anche se i sintomi sono quelli tipici di un'allergia, i test di individuazione della sostanza allergica saranno negativi.
Anche la reazione al latte vaccino può essere una semplice intolleranza alimentare transitoria, ma abbastanza comune per cui è necessario eliminare per un pò dalla dieta del bambino il latte ed i suoi derivati.


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