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Psicologia:

Lo sviluppo viene ormai considerato l'insieme di quei processi per mezzo dei quali l'organismo acquisisce informazioni sull'ambiente e le elabora per regolare il proprio agire,il proprio comportamento.
Infatti già il neonato è stato definito un:
"..organismo complesso e competente che costruisce il suo ambiente"
( Shaffer “La socializzazione nei primi anni di vita” Il Mulino, Firenze 1973)

Queste definizioni non devono far pensare che si voglia sottolineare come unica dimensione dell'attività psichica e dello sviluppo l'aspetto conoscitivo: il formarsi graduale della capacità di conoscere, lo sviluppo cognitivo non può prescindere da tutta un'altra serie di condotte, di strategie messe in atto dall'individuo.
Il neonato riceve determinate informazioni dall'ambiente circostante e queste lo inducono a modificare il proprio comportamento. Questo sta a significare che l'interazione fra organismo e ambiente è un'interazione strutturata e non casuale. In questo senso il neonato costruisce il suo ambiente e lo costruisce modificando continuamente i suoi modelli strutturali interni.
Un bambino di pochi giorni mette subito in atto il riflesso della suzione, cioè nel momento in cui la sua bocca viene a contatto col seno materno (o il biberon) è in grado di succhiare in quanto è un riflesso innato strettamente dipendente dall'integrità neurologica del suo organismo.
Il neonato dunque ha come sua dotazione originaria il riflesso del succhiare, possiede quindi una struttura interna.
Ma questo schema del succhiare entra in funzione anche quando portiamo alla bocca del neonato un oggetto qualsiasi: questi farà uno sforzo di adattamento tale da rendere funzionale lo schema del succhiare anche rispetto ad oggetti che non siano necessariamente il seno della mamma o il biberon.

Usando la terminologia piagetiana il neonato assimila l'oggetto al proprio schema di suzione e accomoda il suo schema all'oggetto.
Assimilazione e accomodamento sono, secondo Piaget, due aspetti dell'adattamento agli stimoli ambientali; per assimilazione s’intende ripetizione di schemi già noti, esercizio, consolidamento. L’accomodamento invece è innovazione, apprendimento di schemi percettivo-motori e mentali nuovi.
Benché il bambino, attraverso questi schemi, svolga un ruolo fondamentale rispetto al proprio sviluppo non va dimenticata l’importanza della stimolazione ambientale.E’ quindi indispensabile per tutti coloro che si occupano di bambini (insegnanti baby-sitter, ecc.) conoscere i livelli di maturazione del bambino per organizzare esperienze e situazioni realmente stimolanti.
Quindi gli schemi motori o strutture centrali del neonato hanno un ruolo fondamentale nel processo di sviluppo perché con la loro flessibilità conducono a sempre nuovi adattamenti. Questi schemi iniziali servono alla sopravvivenza dell'organismo per poi condurlo ad adattamenti sempre meno legati ai dati di percezione fino a giungere alla maturazione di un sistema cognitivo che opera anche su rappresentazioni e astrazioni.
Può essere utile tracciare, sia pure schematicamente, i tratti di un profilo della età evolutiva nelle sue fasi ricordando sempre che i confini tra le diverse età hanno un senso solo indicativo, di puro orientamento e che in ogni soggetto, essendo le variabili in gioco infinite, sono rintracciabili i più diversi aspetti.


Dalla nascita ai 25 anni possiamo caratterizzare le seguenti fasi di sviluppo:
1) Infanzia (0-7 anni) 2) Fanciullezza (7-11 anni)
3) Pubertà (11-14 anni)
4) Adolescenza (14-18 anni)
5) Giovinezza (18-25 anni)

Descrizione fasi di sviluppo:

1) L’infanzia comprende: l’infanzia vera e propria cioè il primo anno di vita del lattante fino allo svezzamento completo; la prima infanzia da uno a tre anni con la comparsa del linguaggio e della deambulazione; la seconda infanzia, dai tre ai sette anni, periodo caratterizzato dall’interesse per il mondo esterno, dal sentimento di sé, da particolari comportamenti di gioco e da una fervida immaginazione.
2) La fanciullezza, definita anche terza infanzia, coincide con la nascita del sentimento del mondo oggettivo, è il periodo della scuola primaria e della corrispondente socializzazione.
3) La pubertà, o preadolescenza è caratterizzata dalla nota crisi fisiobiologica, dalla coscienza dell’io personale, dalla consapevolezza e conseguente crisi sessuale.
4) Durante l’adolescenza si ha la rappresentazione organica del mondo e della cultura e un primo approccio ai problemi sociali e della vita in una prospettiva pratica.
5) Giunti alla giovinezza si assiste alla maturazione completa della personalità e il soggetto, maschio o femmina, è diventato adulto. Allo sviluppo di una persona partecipano sia aspetti innati e congeniti che acquisiti:
in sostanza, ciò che di un essere è costitutivo per sua propria natura e originario (aspetti innati e congeniti) e ciò che gli deriva dall’ambiente e dall’educazione (aspetti acquisiti).

- E’ innato: tutto ciò che appartiene alla propria specie ed è comune a un dato ordine di esseri (per esempio gli istinti, la funzione del pensare);
- è ereditario: tutto l’insieme di quei caratteri particolari che derivano dai genitori e dagli antenati (per esempio certi tratti fisionomici o attitudinali, certe predisposizioni fisiche e mentali);
- è congenito: una caratteristica, un difetto o un’anomalia nello sviluppo insorta nel grembo materno o, anche se non ereditata, presente già dalla nascita (per esempio una miopia per deformazione del globo oculare);
- è acquisito: l’insieme dei comportamenti e le eventuali modificazioni che si sono avute dopo la nascita dovute alle particolari condizioni ambientali, educative e culturali.

Durante lo sviluppo del bambino le sue tendenze generali innate si trasformano in disposizioni a reagire in determinati modi ed egli può acquistarne altre altrettanto incisive, quanto lo sono gli impulsi biologici fondamentali. Molte di queste disposizioni possono cambiare, mutare con l’influenza dell’ambiente, ma è comunque difficile che vengano completamente eliminate


Nell‘evoluzione del concetto di sviluppo si può cogliere l‘alternanza di due modelli. (MUSSEN P.H., CONGER J.J., CAGAN J., HUSTON A.C. - Lo sviluppo del bambino e la personalità - Zanichelli, Bologna,1994, pp.152 .)
Il primo definisce lo sviluppo come:
- il passaggio da uno stato imperfetto, età infantile, a uno stato di equilibrio e maturità, età adulta. A questi due stadi evolutivi, segue poi un periodo di declino, identificato con la vecchiaia.
Questo processo di sviluppo, quindi, è graficamente sintetizzabile come una linea curva, che vede nel suo percorso ascensionale l’evoluzione che porta l’individuo dall’infanzia, all’età adulta e nel suo percorso discensionale la decadenza legata alla vecchiaia.
Ciò che importa sottolineare è l‘inadeguatezza di questo modello, che vede l‘infanzia in una prospettiva adultocentrica, tesa a mettere in luce le carenze infantili di un incompiuto sviluppo, piuttosto che a considerarne le potenzialità.
Luoghi comuni come: i neonati non vedono bene, non si sanno orientare, non sanno ancora comunicare hanno a lungo offuscato la prospettiva di psicologi e pedagogisti, impedendo loro di valutare quali siano le abilità e le potenzialità che i bambini di pochi mesi presentano.
Il secondo, e più recente, modello, invece, ha modificato questa prospettiva, offrendo promettenti sviluppi, non solo agli studi sulle abilità cognitive dei bambini in età precocissime, ma anche ai più recenti studi sugli anziani.
Innanzitutto si sono abbandonate le immagini di bambino come tavola di cera o come adulto imperfetto, a favore invece di ipotesi nate dall’osservazione diretta dei neonati e dei bambini, come del resto la moderna psicologia sperimentale insegna.

Infanzia-Crescita > Età Adulta-Maturità > Vecchiaia-Decadenza

Da ciò ne è sostanzialmente emersa una nuova prospettiva, mirata a valutare e descrivere lo sviluppo dell‘individuo come:
- un percorso caratterizzato da stadi evolutivi, ma anche involutivi, che segnano ciascun livello di crescita dell‘individuo -.
Ne deriva pertanto che l’armonica linea curva, precedentemente utilizzata per sintetizzare graficamente il percorso di sviluppo dell’individuo, abbia perso l’orientamento ascensionale-discensionale: infanzia, età adulta, vecchiaia, per assumere le caratteristiche di una linea spezzata ad andamento ondulatorio.
Ogni stadio di crescita dell’individuo, sia esso in età infantile, adulta o durante la vecchiaia, è caratterizzato da momenti sia evolutivi, che involutivi.
Si cresce e ci si evolve, o involve, da bambini, ma anche da adulti o da vecchi!
È questo lo spirito che segna la moderna psicologia evolutiva, volta a indagare quali siano le potenzialità di crescita e di sviluppo del bambino in età precocissima, anche precedentemente all‘ uso del linguaggio.

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