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Psicologia:

Nel periodo che va dalla nascita allo svezzamento è la bocca l’organo che si pone come parte fondamentale del corpo.
Fin dalle prime ore dopo la nascita il bambino avverte la necessità fisiologica di succhiare ed è dotato di un organo perfettamente funzionale per questo scopo: la bocca.
Al piacere di soddisfare la fame e la sete si associa il piacere della suzione in sé stesso, tanto che il bambino, una volta placata la fame, ormai sazio, continua ancora a succhiare con le labbra, anche durante il sonno e il suo aspetto rilassato e tranquillo rivela il suo appagamento, il piacere che egli prova.
L’atto della suzione praticato nel sonno - che Freud denominò succhiare con delizia - non è ovviamente collegato alla soddisfazione alimentare e dimostra che il piacere che ne deriva è di tipo autoerotico.

Attraverso la bocca si organizza anche il rapporto del bambino con la madre, grazie a quella specie di reciprocità per cui il bambino è capace di ingerire il cibo attraverso la bocca e la sua bocca di contenere il capezzolo del seno materno e la madre è capace di nutrirlo mediante il seno e il capezzolo e di accoglierlo infine fra le sue braccia, completando un ideale cerchio magico.
Questo primo stadio viene definito anche - passivo - o - predentizionale - o - succhiante.
Attraverso la bocca il bambino acquisisce il suo primo modo di accostare la realtà: quello dell’incorporazione, quello cioè di prendere dentro di sé non solo con il serrare le mascelle, le gengive, ma anche il ricevere le immagini con gli occhi o con il serrare il pugno quando viene stimolato sul palmo.

A questa modalità si affianca quella eliminativa, con il ruttare, lo sbavare, in una specie di copresenza che vede tuttavia dominare l’aspetto ritentivo.
In questa fase tutta la superficie della pelle del bambino va intesa come un organo di senso, il che permette l’instaurarsi di una ricca comunicazione non verbale fra il bambino e la madre, di cui si è parlato ampiamente nella parte dedicata al - benessere da contatto.(VEDERE IN PUERICULTURA LA NASCITA capitolo E’ nato )

Benessere da contatto:
(VEDERE IN PUERICULTURA LA NASCITA capitolo E’ nato)


Questo stadio, caratterizzato proprio dallo stretto rapporto con la madre, è anche quello in cui si definisce il senso primario di fiducia (o sfiducia) derivante dall’armoniosa sintonia fra la capacità di ricevere del bambino e quella oblativa della madre, quella magica intesa che rassicura il bambino e gli consente di sviluppare in seguito le proprie capacità di dare all’altro.
Questo vale sia per il bambino nutrito al seno sia per quello nutrito con il biberon, dove la reciprocità del rapporto è fondamentale così come le manifestazioni affettuose della madre, in grado di colmare con coccole e carezze la perdita futura del suo seno!


Alla prima fase orale, che per molti rappresenta la fase più felice dell’esistenza, una specie di Paradiso Terrestre, segue una situazione di crisi nel rapporto del bambino con la madre, che ha inizio con il processo della dentizione.
Il bambino trova sollievo alle sofferenze della dentizione proprio mordendo l’oggetto: siamo nella fase orale, detta attiva o mordente.
Come i denti sono in grado di mordere così gli occhi non accettano più passivamente le impressioni del mondo esterno, ma si appropriano degli oggetti e ne seguono i movimenti, gli organi dell’udito selezionano i suoni significativi e li localizzano, le mani sanno afferrare più saldamente le cose e il bambino incomincia a muoversi tanto da poter afferrare quanto è alla sua portata.
In questo momento si afferma il modello cosiddetto incorporativo che consiste nel prendere e trattenere le cose.
Si tratta di un momento delicato: il bambino sperimenta anche per la prima volta ciò che è bene e ciò che è male e il senso di frustrazione.
Bisogna ricordare infatti che quello di mordere è anche un impulso aggressivo e che è estremamente importante il modo in cui la madre reagisce di fronte a ciò.
Se infatti ella attende questo momento per iniziare lo svezzamento, può darsi che il bambino sentirà quest’atto di abbandono come una punizione per il suo comportamento.
I bambini svezzati tardi potranno avere sempre una certa difficoltà a vivere la propria aggressività senza sentire il bisogno di autopunizione.
Lo svezzamento 6 dunque non deve essere troppo brusco o improvviso.
E’ importantissimo dunque che il bambino sia aiutato a passare attraverso questo male inevitabile nel modo più dolce e rassicurante possibile.

Il bambino deve abituarsi gradualmente e deve in un certo senso essere compensato per le sofferenze di questo periodo, non solo quelle della dentizione, ma anche le reazioni ai cibi solidi, le coliche intestinali, ecc., con una maggior dose di pazienza e affetto.
Deve poi essere aiutato ad esprimere senza danni il suo desiderio di mordere e lacerare facendogli trovare a portata di mano oggetti da succhiare e mordere senza pericolo e senza problemi di rimproveri o divieti.
La rinuncia al piacere di succhiare viene barattato, se così si può dire, col piacere di mettere in bocca le cose e di distruggerle. E il modo in cui gli si consente o meno di esplicare questo istinto può favorire, o al contrario inficiare, la sua crescita armoniosa.

Se infatti l’ira contro i denti che mordono e che determinano il ritrarsi dalla madre e la rabbia contro lei, finiscono con lasciargli l’impressione di aver distrutto la meravigliosa intimità precedente, potrà determinarsi in lui un successivo senso di impotenza e di fallimento.
Componenti orali sono rintracciabili anche nel linguaggio: non si dice infatti:

-belle da mangiare,
-una ragazza appetitosa,
-quel tale me lo mangio in un boccone -,
-bersi delle frottole -, ecc.?

E sono certamente ben visibili nelle azioni del fumare, del baciare, del masticare i chewing-gum, del succhiare l'estremità della biro o della matita, ecc.
Il predominare delle componenti orali caratterizza il bevitore come il buongustaio, il cantante come l’oratore e incide anche nel rapporto con la proprietà, che sarà caratterizzato da un accentuato desiderio di possesso e attaccamento agli oggetti o alle persone.

Tanto più problematica e piacevole è stata questa fase e tanto più ottimista può risultare il carattere, anche se può talvolta verificarsi che un eccesso di vizi dati al bambino in questo periodo ingeneri in lui l’illusione che vi sarà sempre un mondo-madre in grado di provvedere a tutti i suoi bisogni.
Va detto tuttavia, e questo fatto è sempre da tener presente, che la forza dell’ambivalenza è tale per cui si può generare un comportamento tanto quanto il suo contrario!
Anche nelle relazioni affettive si può riscontrare un predominio dell’oralità: ad esempio, quando uno dei due partner è dipendente dall’altro in modo avido, chiedendo molto e richiedendo che l’altro dia molto, oppure nelle coppie simbiotiche di tipo adolescenziale che ripropongono un rapporto esclusivo del tipo di quello originario fra madre e figlio.
E’ interessante ricordare che quando il primato orale è marcato, già nell’infanzia avanzata si presentano fantasie orali, per cui, ad esempio, i rapporti sessuali dei genitori e la fecondazione avverrebbero attraverso la bocca.

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