Infanzia.com il portale per infanzia dedicato a genitori ed educatori

FacebookHomeNewsContatt@ci Infanzia.com
Evoluzione storica degli Asili Nido:






Il dibattito sul ruolo dell'asilo nido occupa oggi una posizione di primo piano nel vasto campo di interessi della psicologia dell'età evolutiva.
Le domande, che questo tipo di servizio suscitano rispetto al suo ruolo ed alla sua organizzazione, nello sviluppo complessivo del bambino e della bambina, sono al centro di studi e ricerche volte a comprendere se e come l'Asilo Nido possa rappresentare un servizio educativo efficace nel garantire la crescita globale del bambino ed in maniera particolare a favorire una reale condizione di benessere psicofisico hai piccoli ospiti.

La storia di questa istituzione evidenza un problema di fondo che pone una precisa domanda: l'asilo nido svolge un ruolo educativo veramente importante ai fini dello sviluppo o è una risposta alle necessità generate dal lavoro femminile?

In Italia le vicende per la costituzione degli asili nido sono sempre state connesse alle vertenze sindacali ed ai problemi delle madri che lavorano, seguiamone lo sviluppo dalla tabella che segue:

ASILI NIDO - SCHEMA STORICO DI RIFERIMENTO

Anno Natura e finalità delle leggi Caratteristiche delle leggi Impatto sulla popolazione
1925

1934
Coerenza col quadro politico fascista

Istituzione dell'ONMI* (1925, legge n. 2277-1934, T.U. n.2316)
Ruolo assistenziale degli asili nido

Utenza di riferimento: strati sociali più poveri della popolazione

Assenza tematiche educative

Ruoli gerarchici nel personale
1950 Coerenza col quadro politico derivato dalla ricostruzione industriale

Legge istitutiva, presso le imprese, delle "camere di allattamento" (1950, legge n. 860)
Servizio ubicato nelle fabbriche

Assenza di servizi di quartiereIndirizzo assistenziale

Carenza di tematiche educative

Gestione aziendale del servizio
Spinta sindacale in risposta alle esigenze della donna inserita nelle attività produttive aziendali

Conquista di categoria, riferita alle sole donne occupate nelle aziende

Diffusione limitata al Nord del paese
1968

1971
Prima risposta legislativa di tipo sociale, determinata sulla base di spinte sociali organizzate ed in risposta alle esigenze del sistema produttivo. (1971, legge n. 1044) Prime proposte di gestione sociale del servizio

Ampio spazio alle tematiche educative

Prime riflessioni sul ruolo e sulle mansioni professionali dell'operatore per l'infanzia

Decentramento amministrativo

Primi dibattiti allargati alle esigenze del quartiere rispetto alla funzione dei servizi

Apertura, entro il 1975, di 3800 Asili Nido sul territorio
Gli Asili Nido diventano un tema non più circoscritto alla sola categoria delle madri lavoratrici

Prime contraddizioni sulle diverse esigenze nelle grandi città, industrializzate al Nord, spopolate al Sud

Prime indicazioni sulla gestione dei costi
1975

1976
Istituzione consultori familiari (1975, legge n. 405) Scioglimento dell'O.M.I.(1975, legge n.698)
1993 Presentata in Parlamento, sostenuta da 150.000 firme, una proposta di legge: "L'ASILO NIDO: UN DIRITTO DELLE BAMBINE DEI BAMBINI Fallito il progetto di apertura dei 3800 Asili Nido previsti dalla legge n. 1044 Un clima positivo circola nelle nuove strutture per l'infanzia a Firenze viene lanciata una raccolta nazionale di firme da presentare in Parlamento
1997 Il Parlamento ha approvato la legge n. 285 "Disposizioni per la promozione di diritti ed opportunità per l'infanzia e l'adolescenza" con relativo stanziamento economico per il triennio 97/99 . Promuove progetti per i bambini da zero a tre anni con caratteristiche "innovative e sperimentali"

Amplia la possibilità della gestione a "organizzazioni di famiglie in autogestione, ad Associazioni o Cooperative".
Forti critiche da chi non credeva nella scuola libera privata
1998 Il Governo, nel Nov '98 organizza a Firenze la "1° Conferenza Nazionale sull'infanzia e l'adolescenza". Il Ministro della Solidarietà Sociale annuncia l'intenzione di cambiare la legge sugli Asili Nido

Passaggio di competenze dal Ministero della Sanità a quello dell'Istruzione, trasformando un servizio a domanda ad un servizio educativo per tutti
Asili Nido frequentati soltanto dal 6% dei bambini italiani

Concentrazione delle strutture al Centro/Nord

Lunghe liste di attesa etariffe troppo alte

Orari insufficienti a soddisfare le esigenze della famiglia che lavora
2000 2003 Il Parlamento rifinanzia la legge n. 285 per il triennio 2001/2003 Grande rilievo è stato dato dalla stampa a questa legge ed ai suoi finanziamenti.

Si finanziano i primi Asili Nido Aziendali
Cresce nel paese la sensibilità verso l'infanzia e l'adolescenza

Nascono i primi Nidi Famiglia


*OMNI.
Sorta nel 1931 questa organizzazione, che inizialmente si proponeva compiti di assistenza e di custodia rispetto ai minori abbandonati, istituisce un servizio di asili nido che verrà incontro, per molti anni, ai bisogni di tutte quelle lavoratrici che non abbiano a disposizione né un nido aziendale né altre possibilità.
In questi nidi è l'aspetto igienico-sanitario che prevale e anche l'istruzione del personale risponde a questo ideale, infatti, la maggior parte delle scuole per puericultrici sono annesse agli ospedali. L'ultimo regolamento in vigore, redatto nel 1970, (prima dello scioglimento dell'Ente), all'articolo 11, afferma:
"L'asilo nido è un servizio della comunità per i figli di lavoratrici o per i bambini di famiglie gravemente impedite di attendere alla loro cura".
Il personale del nido era composto da un'assistente sociale, un'assistente sanitaria, un'economa-direttrice, dalle puericultrici e dal personale addetto ai servizi di cucina e di pulizia.



I nidi OMNI si sono proposti come un'organizzazione con fini puramente assistenziali e custodialistici, in un'ottica, non propriamente positiva, rivolta a chi non può badare al proprio figlio.
L'aspetto educativo non viene minimamente considerato, tanto che questo termine non compare mai, neppure nel regolamento.
E' nel 1960 che l'Unione Donne Italiane presenta una proposta di legge in cui si chiede il passaggio degli Enti e delle funzioni dell' OMNI alle amministrazioni comunali.
Cinque anni più tardi viene presentata un'altra proposta di legge volta ad ottenere un servizio nazionale di asili nido, ma sarà solo nel 1968 che i sindacati si occuperanno del problema dei nidi. E' da tutto questo fermento che nasce, la legge n. 1044 del 6 dicembre 1971, in cui il Parlamento approva la costruzione di 3.800 asili nido comunali entro il 1975 e delega alle Regioni la stesura di leggi di attuazione adeguate alle realtà locali e di norme per la gestione dei nuovi nidi.
L'approvazione di questa legge, anche se di fatto alcune norme, relative alla costruzione dei nuovi Asili Nido verranno disattese, è un capitolo molto importante nella storia di queste organizzazioni, poiché rappresenta un passo fondamentale verso il riconoscimento del loro valore educativo e non più solo custodialistico. Da ciò è scaturita, infatti, tutta una serie di dibattiti tra psicologi, pedagogisti e tutti coloro che si occupavano di educazione, sui diritti del bambino, sulla formazione del personale, sulla funzione stessa dell' Asilo Nido come istituzione educativa in opposizione ai vecchi nidi OMNI.
Alla luce di quanto detto emerge una sostanziale inversione di tendenza: mentre i nidi OMNI e i primi asili nido aziendali, si ponevano come organizzazioni, sostanzialmente custodialistiche, (penalizzanti, nei confronti dei bambini e delle madri lavoratrici), gli Asili Nido comunali e quelli privati, (cioè autogestiti), rivendicano un ruolo educativo molto importante, mantenendo, in ogni caso, quelle esigenze di carattere igienico-sanitario, che caratterizzavano i primi Asili Nido.

(Torna su)



Prima di valutare quale sia il ruolo che svolge l'Asilo Nido e quali possono essere i suoi effetti sullo sviluppo del bambino e della bambina, è necessario affrontare il problema fondamentale generato da questo tipo di strutture:

la separazione dalla madre.


E' con le vicende belliche, relative alle due guerre mondiali, che il problema dei bambini orfani o con genitori che non se ne potevano prendere cura, assume un'importanza sempre maggiore.
In risposta a queste esigenze, in America sorsero in quel periodo, una grande quantità di orfanotrofi e di sanatori, ma le conseguenze che ne scaturirono furono impreviste e gravissime:
i bambini, nonostante fossero curati e nutriti in maniera accurata, mostravano evidenti segnali di disfunzioni psicologiche.
Sulla questione, le prime ricerche furono condotte da R. Spitz ed in seguito da Bowlby, i quali osservarono gravi reazioni alla separazione del bambino dalla madre.
Prima del 1930, era opinione comune che le esperienze formative, veramente importanti ai fini di un normale sviluppo, fossero soltanto quelle fatte dopo i sette/otto anni, considerata, allora, l'età della ragione.
"Gli studi di Freud hanno, chiaramente, messo in luce come l'amore sia favorito dal bisogno soddisfatto del cibo, ma come, la relazione madre-bambino, sia unica e stabilita come il primo e più forte oggetto d'amore, prototipo di tutte le altre, successive, relazioni affettive".
Il fallimento della relazione madre-bambino, se non viene prontamente sostituita da una relazione adeguata, causano ai bambini, conseguenze che possono variare da uno sviluppo più povero sui piani motorio, emotivo e relazionale, con la possibilità di precoci disturbi psicosomatici, sino a quadri di netta connotazione psichiatrica.
"Secondo Spitz, al neonato che viene a mancare il rapporto con la madre, senza che gli sia fornito una sostituzione adeguata, viene tolto un rifornimento libidico essenziale che, a seconda della durata e della quantità, può portarlo ad esternare gravi turbe emotive".
Senza volerci addentrare troppo in queste ricerche è comunque importante prendere in considerazione il punto di vista della Mahler dal momento che, pur non essendo la situazione dell'Asilo Nido paragonabile in toto alle condizioni dei bambini di queste ricerche, (orfani, abbandonati, ospedalizzati), i risultati riscontrati potrebbero far pensare che l'esperienza del nido procuri dei traumi allo sviluppo psicologico del bambino.
(La ricerca della quale emergono questi dati è stata condotta dal 1959 al 1968 al Master Children's Center di New York, istituzione che presentava caratteristiche molto simili ai nostri Asili Nido, con la differenza che le madri dei piccoli ospiti potevano rimanere al Centro che aveva adibito una sala apposita per fermarsi e per parlare).
Il punto di vista della Mahler e le sue ricerche conducono verso una valutazione diversa del problema della separazione e quindi dell'eventuale influenza negativa dell'Asilo Nido sullo sviluppo del bambino.
Mentre le prime indagini, (Spitz e Bowlby), erano sfavorevoli a questa istituzione, queste ultime, della Mahler, indicano che l'influenza della separazione è più marcata in certi momenti dello sviluppo. Confermato anche dai risultati di una ricerca che risale al 1978, (Varin e Comotti), sul ricongiungimento. Per ciò che concerne il nido, nella consapevolezza che la separazione dalla madre è un momento molto delicato, l'esperienza del bambino al nido è un'importante esperienza da "vivere". Fattori essenziali di sviluppo nel primo anno di vita, che devono quindi essere considerati indispensabili in un Asilo Nido, sono:

1. la possibilità di interazioni interpersonali significative, verbali e non-verbali, tra adulti e bambini;
2. la varietà delle stimolazioni sensoriali offerte;
3. la possibilità di comportamenti esplorativi e manipolativi;
4. le occasioni molteplici di gioco comunitario, con l'agevolazione di interazioni tra bambini.


Dunque, l'esperienza dell'Asilo Nido va vista in un'ottica completamente diversa, dove, questo tipo di servizio tende a favorire, in maniera propriamente efficace lo sviluppo psicofisico dei piccoli; e non solo dei piccoli, poiché, sul piano dell'equilibrio affettivo e della socializzazione, svolge una funzione educativa verso gli stessi genitori, i quali, imparano a migliorare i loro rapporti con i figli.
Bisogna quindi superare gli antichi timori ed i sensi di colpa, da parte dei genitori, sulle cosiddette "carenze affettive" che influirebbero, in maniera negativa, sullo sviluppo di un bambino separato, sia pure per brevi periodi, dalla madre.
Oggi, alla luce delle indagini più recenti, è possibile affermare che l'Asilo Nido può rappresentare un luogo ideale per garantire, al bambino ed alla bambina, la possibilità di uno sviluppo ottimale delle capacità cognitive e psicomotorie ed un buon equilibrio psico-affettivo.
L'Asilo Nido non va visto come istituzione contrapposta alla famiglia, e quindi, solo come soluzione "sostitutiva" per la madre che lavora, ma va inteso come un percorso necessario, un luogo dove è possibile ottenere risposte adeguate alle reali esigenze del bambino e della bambina.

(Torna su)



Un uomo e una donna decidono di sposarsi, di convivere o, comunque, decidono di avere un figlio. La gravidanza, il parto, i preparativi per accogliere il nascituro e poi, finalmente, la nascita. Il grande pediatra Marcello Bernardi nel libro "Il nuovo bambino" scriveva:
"Ora avete un figlio, o state per averlo; entrate quindi a far parte della nostra grande comunità dei genitori.
O ci rientrate, se siete al vostro secondo o terzo bambino; perché ogni volta che nasce un figlio si ridiventa genitori in un modo nuovo".


Ecco che la coppia non è più una coppia qualsiasi, un uomo e una donna che si sono impegnati reciprocamente a vivere insieme, sono adesso genitori e questo vuol dire che hanno preso un impegno verso una terza persona.

Le responsabilità, le decisioni che i genitori devono prendere, rispetto al proprio bambino, sono innumerevoli; dalla scelta del pediatra al tipo di alimentazione da seguire, in un crescendo di problemi da risolvere che non si esauriranno mai. Quando alcuni si risolvono se ne presentano altri a seconda della fase che il bambino sta vivendo (infanzia, fase edipica, adolescenza, ecc.).

Al bambino serve, in modo particolare, un ambiente disteso e tranquillo, senza ansie e conflitti. I genitori provano e sono in buona fede, si cerca sempre la soluzione migliore per il proprio figlio, per l'equilibrio familiare e per l'equilibrio di una madre, messo, comunque, a repentaglio dalla meravigliosa presenza di un figlio.

(Torna su)



Una delle prime questioni che i genitori si trovano ad affrontare subito dopo la nascita è quello della madre che lavora o quello a cui affidare il bambino in alcuni momenti della giornata.
"Se si tratta di un ragazzo o ragazza in età scolare, tutto bene. Anzi, benissimo, perché i giovani possono approfittare dell'assenza materna per imparare ad arrangiarsi da soli, fare le loro esperienze, (sempre moderate), fuori dell'area vigilata, vivere per un periodo in piena autonomia, per sentirsi responsabili di sé stessi.
Se il bambino o la bambina hanno l'età giusta per andare alla scuola dell'infanzia, le cose si possono organizzare abbastanza agevolmente.
Ci sarà qualche inconveniente legato agli orari o alle malattie, o ad altre circostante impreviste ma, nel complesso, il sistema familiare può funzionare con regolarità.

Se sono piccoli, al di sotto dei tre anni, il problema esiste. A chi affidarli, mentre la mamma e il papà lavorano? Le soluzioni possibili sono evidentemente due: o una persona di fiducia o l'Asilo Nido. Ma non sempre la scelta è facile, poiché non sempre si possono fornire indicazioni valide per tutti i casi.

Naturalmente, la prima considerazione da fare è quella di "quando" e per "quanto" tempo, nell'arco della giornata, si pensa di dover ricorrere all'Asilo Nido o alla persona di fiducia.
Per un bambino piccolo, di pochi mesi, che ha appena scoperto il volto della mamma e che sta imparando a riconoscere i volti degli estranei, sarà un'esperienza importante.

La seconda considerazione da fare è… a chi affidare il proprio bambino?
Lo si può affidare ad una persona di fiducia, che può essere una babysitter, la nonna, un parente, una conoscente, oppure, portarlo in un Asilo Nido.
In nessun caso, comunque, si può affermare con sicurezza che sia la scelta giusta, poiché la scelta migliore dipende da molti fattori e, nel caso in cui non si scelga l'Asilo Nido, dipende dalle qualità della persona che andrà a sostituire la figura materna e dal rapporto che si instaurerà tra lei e il bambino e tra lei e la mamma del bambino.
E' importante che la madre non entri in conflitto con questa persona, (eventualità che capita, in maniera particolare, con la nonna o con una parente, piuttosto che con una persona non appartenete alla famiglia), e che non pretenda l'impossibile, considerato in fatto che nessuno si comporterà, mai, esattamente come la mamma vuole.

(Torna su)



"Naturalmente in questo momento tutte prese, come siete, dall'imminente arrivo del vostro bambino, siete portate a dimenticare del tutto le vostre attività extracasalinghe o, addirittura, a rifiutarle. Non fatelo!.

Il lavoro è stato e sarà per voi una fonte di soddisfazione e un completamento della vostra personalità.

Meglio non rinunciarvi: correreste il rischio di sentirvi un po' sacrificata dal vostro bimbo, che diventerebbe: la causa che mi ha fatto smettere il lavoro.
Correreste il rischio di non essere più soddisfatta di voi stessa, e il vostro piccino, oscuramente, lo sentirà. La madre migliore è quella contenta, quella che non fa rinunce inutili".
(BERNARDI M. - Gli imperfetti genitori - Rizzoli, Milano 1988)


Queste osservazioni sono valide nel caso in cui alla donna faccia piacere andare a lavorare, tenendo presente, comunque, che la casa e il bambino da un lato e il lavoro dall'altro, rappresentano un notevole impegno. Inoltre, è il caso di ricordare che, per molte donne, la possibilità di una scelta, non si pone neppure, poiché il lavoro fuori casa è una imprescindibile necessità.

Se si sceglie di portare il bambino o la bambina all'Asilo Nido, possibilmente non solo nell'ottica del bisogno e della necessità, (devo tornare a lavorare e non ho trovato nessuno a cui affidarlo), ma anche nella consapevolezza di considerare la scelta dell'Asilo Nido, utile a favorire il contatto con i suoi coetanei, con persone, (educatori), estranee all'ambiente domestico, competenti e preparate, in grado di soddisfare le esigenze dei bambini in questa fascia di età.

Allora ecco che...

"... il vero problema non è quello del quando, ma del "come" inserire il bambino e la bambina al Nido. L'impatto con la nuova situazione ambientale dovrà essere attenuato e graduale, facilitato dalla presenza in Asilo della madre o di una figura familiare, affinché non vi sia una brusca rottura dei riferimenti che, fino a quel momento, hanno garantito sicurezza al bambino ed alla bambina. La presenza di una persona adulta nota, che richiama la dimensione abituale fino allora sperimentata, va ridotta gradualmente nel tempo, fino ad annullarsi completamente quando l'autonomia, i riferimenti e le attività vengono accettati come nuovi vissuti".

Il Nido Ideale

Qualità nell'Asilo Nido

(Torna su)






® ©
Proprietà intellettuale


Il "Metodo Benessere™", nella globalità dei suoi contenuti,
inclusi i programmi di formazione e l'intero contenuto di questo sito,
sono di proprietà di L’infanzia sas.
Ne sono vietati l'utilizzo e la divulgazione impropria.
Il Progetto Editoriale è depositato presso la S.I.A.E. - Roma
Marchi e Denominazioni sono registrati presso
la Camera di Commercio di Torino - Ufficio Brevetti.
L'utilizzo di metodologie e denominazioni uguali o simili,
che possono creare confusione nel consumatore ed indurlo in errore;
come pure la riproduzione o diffusione, anche parziale e
con qualsiasi mezzo effettuata, del materiale contenuto,
è illegale e sarà perseguita a norma di legge.
(art. 171 Legge n. 633/41)
Infanzia.com

Lavorare con
i bambini
Metodo
Benessere™
Realizzato in collaborazione con:
Siti web
per asili nido
La tua
pubblicità


Realised by SiteService